Limite di velocità nei centri abitati e l’importanza del rispetto per prevenire gli incidenti

Argomenti

Il superamento del limite di velocità nei centri abitati costituisce una delle principali cause di incidenti stradali in ambito urbano. Secondo i dati Istat, circa il 28% degli scontri avviene a causa dell’eccesso di velocità all’interno dei territori comunali, dove vige il limite massimo di 50 km/h ai sensi dell’art. 142 CdS. Quando il veicolo procede oltre tale soglia, si riducono in maniera critica i tempi di reazione e gli spazi di frenata, aumentando esponenzialmente il rischio di impatto, specialmente dove è presente un’alta densità di pedoni.

Gli studi dimostrano che superare di soli 6 km/h il limite di velocità nei centri abitati, definiti dall’art. 3 CdS come le aree urbane progettate in piani regolatori generali, determina un incremento del 40% delle possibilità di incidente. In caso di sinistro causato da eccesso di velocità è notevole la difficoltà di vedersi riconoscere in tempi brevi il dovuto risarcimento del danno subito. Rivolgersi prontamente ad un professionista come Infortunistica Veneta https://www.infortunisticaveneta.it/ consente di essere assistiti da personale competente nella valutazione del caso e nella trattazione delle istanze risarcitorie, al fine di ottenere quanto spettante secondo legge in tempi contenuti.

Limite di velocità nei centri abitati: quali sono i limiti attualmente in vigore

Il Codice della Strada stabilisce limiti differenziati per la circolazione dei veicoli all’interno dei centri abitati, al fine di garantire una maggiore sicurezza per i cittadini e i pedoni.

Secondo quanto previsto dall’art. 142 comma 1 del CdS, all’interno dei centri abitati (come definiti dall’art. 3 comma 1, punto a dello stesso Codice) il limite di velocità massima è fissato in 50 km/h. Tale limite è ribadito e reso ancora più esplicito dal successivo comma 1-bis, che stabilisce come la velocità dei veicoli non possa in ogni caso superare tale soglia anche in assenza di segnali.

Nelle strade urbane di scorrimento, in deroga al precedente limite, il CdS consente di innalzare il limite massimo a 70 km/h nel caso in cui la carreggiata sia separata dalle contro carreggiate centrali e laterali destinate ai veicoli provenienti in senso opposto da idonee porte, come specificato dall’art. 3 comma 25. L’eventuale aumento della velocità deve tuttavia essere sempre segnalato ai conducenti tramite appositi cartelli.

Limite di velocità nei centri abitati sempre più basso è previsto per alcune aree considerate particolarmente sensibili, come ad esempio le zone in prossimità degli attraversamenti pedonali (dove il limite scende a 30 km/h ex art. 142 comma 6 CdS) o le aree antistanti le scuole (limite di velocità di 30 km/h nelle fasce orarie di ingresso e uscita degli alunni ai sensi dell’art. 190 comma 12 CdS). Sotto questo profilo, i limiti si abbassano ulteriormente per agevolare la sicurezza dei pedoni e dei bambini.

I limiti di velocità all’interno dei centri abitati sono stabiliti dalle normative vigenti in funzione delle caratteristiche strutturali delle strade e della loro posizione, al fine di massimizzare la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Il rispetto della segnaletica è un obbligo di legge a tutela dell’incolumità di chi si sposta a piedi o in auto nelle aree cittadine.

Limite massimo di velocità nei centri abitati: Le conseguenze della velocità eccessiva

Il superamento del limite di 50 km/h all’interno dei centri abitati, definiti dall’art. 3 CdS come le aree urbane progettate in piani regolatori, comporta serie ripercussioni in termini di sicurezza stradale. Studi dimostrano che un solo km/h in più può determinare un aumento considerevole del rischio di incidente.

A velocità superiori, il tempo di reazione alla guida diminuisce in maniera critica, così come lo spazio effettivo di frenata a disposizione. Incidenti anche di lieve entità possono trasformarsi in eventi drammatici, considerando l’elevata presenza di pedoni e la vicinanza tra flussi veicolari e aree pubbliche. In particolare, l’aumento di 10 km/h raddoppia l’energia cinetica sviluppata e quadruplica l’urto in caso di impatto.

Uno studio europeo ha evidenziato come il 90% degli investimenti di pedoni risulti mortale oltre i 50 km/h. Anche ridotte eccedenze possono causare gravi traumi agli utenti deboli della strada. A velocità doppie rispetto al limite, inoltre, il rischio di morte in caso di incidente risulta 20 volte superiore. L’esuberanza alla guida diventa dunque fattore di accentuata pericolosità sociale.

Pertanto, mantenere o ridurre la velocità entro i limiti fissati dalla legge, come il limite massimo stabilito in 50 km/h all’interno dei centri abitati, risulta fondamentale per preservare l’integrità fisica di tutti i conducenti e dei pedoni, aumentare i livelli di sicurezza stradale e contenere ulteriormente il numero di sinistri.